S.O.G.N.O.

S.O.G.N.O.

giovedì 26 novembre 2009

Per chi non fraintenda
narra la leggenda
di quella gitana
che pregò la luna
bianca ed alta nel ciel
mentre sorrideva
lei la supplicava
«fa che torni da me»
«tu riavrai quell'uomo
pelle scura
con il suo perdono
donna impura
però in cambio voglio
che il tuo primo figlio
venga a stare con me»
chi suo figlio immola
per non stare sola
non è degna di un re

Luna adesso sei madre
ma chi fece di te
una donna non c'è
dimmi luna d'argento
come lo cullerai
se le braccia non hai
figlio della luna

Nacque a primavera
un bambino
da quel padre scuro
come il fumo
con la pelle chiara
gli occhi di laguna
come un figlio di luna
«questo è un tradimento
lui non è mio figlio
ed io no, non lo voglio»

Luna adesso sei madre
ma chi fece di te
una donna non c'è
dimmi luna d'argento
come lo cullerai
se le braccia non hai
figlio della luna

II gitano folle
di dolore
colto proprio al centro
dell'onore
l'afferrò gridando
la baciò piangendo
poi la lama affondò
corse sopra al monte
col bambino in braccio
e lì lo abbandonò

Luna adesso sei madre
ma chi fece di te
una donna non c'è
dimmi luna d'argento
come lo cullerai
se le braccia non hai
figlio della luna

Se la luna piena
poi diviene
è perché il bambino
dorme bene
ma se sta piangendo
lei se lo trastulla
cala e poi si fa culla
ma se sta piangendo
lei se lo trastulla
cala e poi si fa culla

mercoledì 25 novembre 2009

Quano finalmente ci incontreremo sapremo di essere arrivati a casa.
Quando le nostre mani si toccheranno sapremo di avere gli stessi obiettivi.
Quando le nostre labbra si sfioreranno sapremo di volere le stesse cose.
Quando i nostri corpi si intrecceranno sapremo di amarci, senza barriere, senza condizioni senza freni.

venerdì 20 novembre 2009

Camminavo vicino alle rive del fiume
nella brezza fresca
degli ultimi giorni d'inverno
e nell'aria andava una vecchia canzone
e la marea danzava correndo verso il mare.

A volte i viaggiatori si fermano stanchi
e riposano un poco
in compagnia di qualche straniero.
Chissa dove ti addormenterai stasera
e chissà come ascolterai questa canzone.

Forse ti stai cullando al suono di un treno,
inseguendo il ragazzo gitano
con lo zaino sotto il violino
e se sei persa
in qualche fredda terra straniera
ti mando una ninnananna
per sentirti più vicina.

Un giorno, guidati da stelle sicure
ci ritroveremo
in qualche ancgolo di mondo lontano,
nei bassifondi, tra i musicisti e gli sbandati
o sui sentieri dove corrono le fate.

E prego qualche Dio dei viaggiatori
che tu abbia due soldi in tasca
da spendere stasera
e qualcuno nel letto
per scaldare via l'inverno
e un angelo bianco
seduto alla finestra.

domenica 8 novembre 2009

Accidenti è passato un sacco.
Eppure mi ero ripromessa di scrivere tutti i giorni....o quasi.
Va bene, non importa tanto non è successo nulla di particolarmente interessante.
Un giorno che passa dopo l'altro, la mattina la sveglia suona presto...troppo presto e la sera torno a casa tardi. Troppo tardi.
Non è la vita che vorrei, ma forse l'avevo già detto vero?
Mi ripeto, lo so, ma è il mio pensiero fisso.
Sono stanca e la mia volontà è debole ecco perchè faccio fatica. Una fatica immane.

P.E.N.S.A.

P.E.N.S.A.

W.I.N.D.

W.I.N.D.